Non sarà che Jodorowsky, furbo com’è, s’attacchi ai riti sacri del sangue femminile per fare presa sicura su noi donne? O ti si risveglia l’ancestralità, o ti viene da vomitare. L’indifferenza è esclusa. Intanto io mi chiedo, quanto noi donne moderne e sclerate ci siamo allontanate dalla nostra vera essenza.Sono madre di due folletti, e garantisco che qualche anno di cacca-pappa-e-nanna, possono prendere la femminilità per i capelli e trascinarla nel dimenticatoio. Mi incuriosiscono il risvegliare-la-dea-in-me e il ripristinare il contatto perduto col proprio corpo.
E se a me servisse un murales?!
In un periodo in cui facevo cose strane, come comprarmi scarpe verdi col tacco. Ho voluto anch'io la mia psicomagia. L’opera che mi facessi vedere femmina e che la vedessero anche gli altri. Cosi ho commissionato due bellissimi seni.Decisamente radicale. Entrare in sala operatoria col timore, dare il proprio corpo in mano ad altri da anestetizzare, tagliare, infilare corpi estranei, aspirare, cucire… Come essere in una astronave con alieni che potrebbero lavorare sul mio corpo, chiacchierando dei fatti loro e ascoltando musica odiosa (Ah! Questo è stato il cesareo, roba per un'altro post). Invece l'umanissimo dott Pistorale ha lavorato con serietà. Due giorni dopo, con i dolori post operatori e la tigna di non poter muovermi come volevo, arrivò la fase del “Chi me l’ha fatto fare?!” Anche Mosè si sentì dire dal suo popolo: “Accidenti a te! Stavamo meglio quando stavamo peggio”. Io l'ho detto a me stessa. Una volta sola, ma l'ho fatto. A questo punto urge uno svaccamento di sincerità: "Cosa sarà mai dipingere con le dita e sangue mestruale?!"
Nei primi mesi pòs mastoplastica, mi sentivo una Bratz. Poi superato il gonfiore, guardavo i miei discretissimi seni coppa c, morbidi e senza cicatrici, come se le tette avessero le sembianze della dea (C'è chi in un toast vede la Madonna!)La mia resurrezione avveniva nella mente. Quando avevo le tettone da allattamento sfuggivo dagli sguardi maschili sulla scollatura, nascondendomi disagiata sotto i vestiti. Ora gli stessi sguardi, per me sono la contemplazione di una delle espressione della donna che sono.
L’opera è riuscita anche perché l'autore, da me scelto, ha evidenti capacità di sintonia col femminile, oltre che essere un ottimo professionista.
























